Ripassare, soffriggere o trifolare sono tre modalità di cottura in padella che, con la forza del calore, stabiliscono un legame chimico tra l’alimento che si cuoce e l’olio in cui viene cotto.

Spesso queste metodiche possono far sembrare i cibi più pesanti; invece, gli alimenti preparati con queste cotture stimolano il fegato a lavorare più intensamente favorendo così la produzione di bile, fenomeno che aiuta anche la digestione.

Chi è solito utilizzare solo olio a crudo per le preparazioni dei cibi, quando assume alimenti ripassati, soffritti o trifolati può riscontrare difficoltà digestive, gastrite o reflusso, problemi dovuti alla ridotta produzione di bile per rallentamento delle funzioni epatiche da mancata stimolazione.

Per quanto riguarda l’apporto calorico del soffritto, non essendo un fritto, non ci dobbiamo molto preoccupare perché la quantità di grasso assorbito è molto bassa e l’apporto calorico delle verdure soffritte è quasi nullo. Inoltre, potremmo diluire l’olio di cottura con del brodo, così da ridurre il quantitativo complessivo del grasso.

Possiamo comunque sottolineare qualche accorgimento per preparare il soffritto, per ripassare o per trifolare gli alimenti:

•          utilizzare sempre olio extravergine d’oliva ed in quantità limitata

•          mantenere la fiamma vivace, ma non troppo alta (circa 60°-65°)

•          aggiungere gli ingredienti quando l’olio è caldo ma non troppo

•          girare costantemente con un cucchiaio di legno

•          coprire la padella o il tegame con un coperchio, in modo che ci sia sempre umidità utile per non fare attaccare il soffritto

•          aggiungere acqua se necessario per non portare la temperatura dell’olio troppo alta

Si quindi alle verdure ripassate in padella! 

E tu come cuoci le verdure?