La terapia farmacologica dell’obesità
Proprietà, effetti collaterali e casi di applicazione dei nuovi farmaci anti-obesità
I nuovi farmaci anti-obesità approvati
Il giorno 1 ottobre 2025 l’Italia è stato il primo Paese al mondo a riconoscere per legge l’obesità come malattia cronica. Il paziente obeso, in questo modo, potrà ricevere sempre piu’ attenzioni e cure e, in futuro la possibilità di un’esenzione dalla spesa dei farmaci contro l’obesità.
I nuovi farmaci anti-obesità attualmente in commercio sono il semaglutide (un analogo dei recettori del GLP-1) e il tirzepatide (un dual analogue GLP-1 e GIP). Se per un determinato paziente l’obiettivo di perdita di peso è più limitato, allora la scelta può essere allargata anche a liraglutide, naltrexone-bupropione, fentermina-topiramato. Il loro meccanismo di azione è simile e mimano l’attività dell’ormone Glp-1, un ormone naturalmente prodotto dal nostro organismo per rallentare la digestione e promuovere il senso di sazietà.
Il tirzepatide sembrerebbe aumentare la produzione di insulina e influenzare anche il metabolismo dei lipidi aumentando così l’effetto dimagrante del farmaco.
Questi farmaci sono considerati la prima linea di trattamento per l’obesità, a sancirlo, sono le nuove linee guida sull’obesità pubblicate da EASO (European Association for the Study of Obesity) pubblicato su Nature Medicine. È importante sottolineare che le linee guida internazionali per l’obesità raccomandano un approccio integrato che combini dieta, esercizio fisico e farmaci.
I farmaci indicati nelle linee guida sono efficaci non solo per la perdita di peso ma per il miglioramento del quadro patologico legato all’obesità, sia in riferimento alle malattie legate ad un aumento della massa grassa come le malattie respiratorie, le apnee ostruttive notturne (osas) e osteoartrosi ma anche verso quelle date dal “grasso malato” come il diabete, malattie cardiovascolari e quelle epato-metaboliche.
Nonostante la provata efficacia del farmaco sulla perdita di peso e sulla riduzione dei rischi associati all’obesità molti pazienti o potenziali tali si domandano:
- per quanto tempo deve essere assunto?
- cosa accade quando si sospende?
- quali sono gli effetti collaterali del farmaco?
Da uno studio pubblicato su Jama Internal Medicine, sono stati rianalizzati dati raccolti dal Surmont-4 Trial dove erano stati indagati gli effetti dati dall’interruzione della terapia farmacologica con i farmaci antiobesità seguita da pazienti obesi non diabetici per 36 settimane in combinazione con dieta ed esercizio fisico. Quello che è emerso nelle 52 settimane successive alla sospensione del farmaco, in piu’ della metà dei pazienti che hanno partecipato allo studio, è stato un riaumento di peso corporeo ed un peggioramento dei parametri cardiometabolici in diretta proporzione ai chili ripresi, da qui’ l’importanza di interventi nutrizionali ed eventualmente dell’utilizzo prolungato dei farmaci antiobesità per mantenere il dimagrimento a lungo termine, ma non tutti i pazienti sono disposti ad assumere a vita farmaci costosi e non privi di effetti collaterali.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali dei farmaci analoghi del Glp-1 si riscontrano principalmente nausea, vomito e problemi intestinali, con un’intensità a volte sufficiente a far interrompere la terapia. I dati disponibili non mostrano differenze rilevanti in merito ad eventi cardiovascolari, mortalità e qualità della vita tra chi assume il farmaco e chi assume il placebo.
Le evidenze scientifiche più recenti confermano che i farmaci anti-obesità rappresentano uno strumento efficace e innovativo nel trattamento dell’obesità, con benefici significativi non solo sulla perdita di peso ma anche sulla riduzione delle complicanze cardiometaboliche e funzionali associate alla malattia. Tuttavia, l’obesità è una patologia cronica, multifattoriale e recidivante, e come tale non può essere affrontata con un approccio riduzionista basato esclusivamente sulla terapia farmacologica. Constatando quindi l’efficacia dei farmaci anti-obesità resta fondamentale un team multidisciplinare altamente competente per il trattamento del paziente obeso, formato da medici, nutrizionisti, dietisti e psicologi, inoltre risultano necessarie ricerche e followup indipendenti e di lunga durata per valutare gli effetti collaterali oltre ai segnali indesiderati già noti.
La terapia farmacologica, per essere realmente efficace e sostenibile nel lungo periodo, deve essere integrata in un percorso strutturato di rieducazione alimentare, volto a migliorare la qualità della dieta, la consapevolezza alimentare e l’aderenza terapeutica, e accompagnata da un programma di attività motoria adattato alle condizioni cliniche e funzionali del paziente. In assenza di questi interventi, la sospensione del farmaco espone a un elevato rischio di recupero ponderale e di peggioramento dei parametri cardiometabolici.
Alla luce del recente riconoscimento dell’obesità come malattia cronica da parte dello Stato italiano, diventa quindi imprescindibile promuovere modelli di cura integrati, personalizzati e basati sulle evidenze, che vadano oltre il semplice utilizzo del farmaco e mettano al centro la salute globale e la qualità della vita del paziente nel lungo termine.