Le uova che troviamo al supermercato non sono tutte uguali: su ogni guscio è stampato un codice, una vera e propria “carta d’identità” che ci dice tutto sulla loro origine. Saperlo leggere è utile non solo per fare scelte più consapevoli, ma anche per capire meglio cosa portiamo a tavola.
Il primo numero del codice indica il tipo di allevamento
- 0: biologico (galline allevate all’aperto e nutrite con mangimi bio)
- 1: all’aperto (con accesso a spazi esterni)
- 2: a terra (galline libere ma solo in capannoni)
- 3: in gabbia (spazi molto ridotti).
Subito dopo troviamo due lettere che identificano il Paese di provenienza (ad esempio IT per Italia, FR per Francia o ES per Spagna).
Seguono poi una serie di cifre che indicano la provincia, il comune e il codice dell’allevamento: grazie a questi dati si può risalire con precisione al luogo di origine, garantendo tracciabilità e sicurezza.
Conoscere anche il miglior metodo di conservazione è fondamentale. Le uova vanno tenute in frigorifero, a temperatura costante di circa +4°C, meglio se nel loro contenitore originale, che le protegge dagli urti e dagli odori e non vanno riposte nello sportello, dove la temperatura cambia di continuo.
È importante non lavarle prima di conservarle: il guscio ha una cuticola protettiva che, se rimossa, rende l’uovo più vulnerabile ai batteri.
Perché tutto questo è così importante? Perché il guscio è poroso e può assorbire facilmente odori e contaminazioni. Conservare le uova in frigo aiuta a rallentare la crescita di microbi pericolosi come la Salmonella e mantiene il prodotto fresco più a lungo.
Tu dove conservi le uova?


