Il “latte” vegetale (più specificatamente sarebbe corretto parlare di bevanda vegetale) può essere ricavato da diversi alimenti:
- frutta a guscio (noci, mandorle, cocco, nocciole, castagne)
- semi (sesamo, lino, canapa, girasole, zucca)
- legumi (più specificatamente la soia)
- cereali e pseudo-cereali (riso, avena, farro, miglio, quinoa, amaranto)
Il “latte” di soia è quello che più si avvicina a quello vaccino dal punto di vista proteico. Il suo apporto calorico è piuttosto contenuto, ha pochi grassi saturi, un basso livello di colesterolo e contiene vitamine A, E, B, e ferro in modesta quantità.
Il “latte” di mandorle è un latte vegetale molto digeribile e completo dal punto di vista nutrizionale grazie al contenuto di grassi insaturi, antiossidanti, minerali e vitamine A e D. Può essere utilizzato per la preparazione di frullati e nella preparazione di ricette sia salate che dolci.
Di “latte” di cocco ne esistono due tipi a seconda della percentuale di grasso contenuta: tra il 5% e il 7% è magro mentre fino al 20%/22% è grasso. È più calorico di altri latti vegetali ma è anche quello più ricco di fibre e acido laurico grazie al quale vanta proprietà antisettiche e antinfettive.
Il “latte” di avena è un’ottima alternativa al latte vaccino: l’apporto proteico è inesistente, come carboidrati e grassi è paragonabile al contenuto del latte vaccino.
Possiede, inoltre, un indice glicemico basso, poichè ha un modesto apporto di vitamina E e acido folico, quindi è consigliato alle donne in sato di gravidanza.
Le bevande vegetali sono consigliate nelle diete purché si alternino diverse tipologie e non contengano zuccheri aggiunti.
Voi le avete mai provate?


