La cellulite, nota anche come pannicolopatia fibroedematosa sclerosante, è una problematica che dipende da un insieme di fattori genetici e ormonali, ma anche da colorono che adottano uno stile di vita prettamente sedentario e un’alimentazione poco equilibrata.

Si tratta di un deposito di acqua e grasso che si forma tra la cute ed il tessuto sottocutaneo.

Il tessuto adiposo, solamente imbevuto di liquidi, subisce la degenerazione del tessuto connettivale che diventa denso, fibroso e sclerotico e i capillari si alterano progressivamente rendendo sempre più difficili gli scambi vitali con le cellule.

Il rallentamento della circolazione emolinfatica causa, quindi, una tendenza al ristagno delle scorie metaboliche, con iniziale intossicazione locale e infiammazione.

Nella zona interessata dalla cellulite l’irrorazione sanguigna diminuisce notevolmente, il tessuto riceve così meno ossigeno e nutrimenti, la pelle perde la sua naturale elasticità ed ha l’aspetto distintivo della buccia d’arancia (sinonimo con cui viene spesso indicata questo tipo di problematica).

L’alimentazione e la figura del nutrizionista hanno un ruolo fondamentale nel trattamento della cellulite. Il lavoro compiuto dal nutrizionista sarà quello di andare a ridurre il grasso sottocutaneo in eccesso e di ridurre lo stato infiammatorio.

Tra gli alimenti controindicati per la cellulite troviamo

  • merendine
  • zucchero raffinato
  • dolci

Per ottenere risultati interessanti e duraturi è importante affrontare la cellulite con un approccio multidisciplinare tra la nutrizione, la medicina e l’attività fisica che preveda un allenamento in grado di stimolare la circolazione sanguigna in maniera specifica nelle aree interessate