Siamo abituati, per convenzione, a consumare i pasti in un determinato ordine che corrisponde a: carboidrati, proteine e verdure.
Questo ordine determina il così detto “picco glicemico”, il punto massimo di glicemia che si raggiunge dopo i pasti, ed è fisiologicamente seguito dal picco insulinico. Questa condizione si verifica ogni volta che mangiamo cibi ricchi di carboidrati semplici, i quali fanno salire in fretta i livelli di glucosio nel sangue.
Ma qual è l’ordine più corretto di assumere i cibi ed evitare il picco glicemico?
Prima le verdure, e quindi le fibre, poi le proteine e i grassi, per ultimi i carboidrati, e quindi amido e zuccheri.
Questo perché le fibre riducono l’azione dell’alfa-amilasi, l’enzima che trasforma l’amido in molecole di glucosio, rallentandone l’assorbimento. Inoltre, moderano lo svuotamento gastrico, ritardando tutto il processo digestivo ed evitando il senso di fame a breve distanza. Infine, rendono più difficoltoso il passaggio del glucosio nel sangue. Grazie a questi meccanismi, la fibra rallenta la scomposizione e l’assorbimento degli zuccheri e, di conseguenza, appiattisce la curva glicemica.


